Una struttura agile, l’utilizzo di tecnologie avanzate e una visione di innovazione sostenibile che privilegia legni locali a “Km zero”. Sono questi i pilastri alla base della crescita di Igo Egur, azienda basca guidata e fondata dalla famiglia Gorroño, che supera con successo i limiti dei sistemi tradizionali di lavorazione del legno strutturale.
Il percorso di Peio Gorroño rappresenta una vera lezione di strategia imprenditoriale. Dopo aver fondato e fatto crescere l’azienda di costruzioni Egoin fino a raggiungere i 100 dipendenti, l’ingresso in Egoin di una nuova direzione e la successiva vendita al gruppo austriaco Hasslacher Norica Timber nel 20123 hanno determinato la sua uscita.
L’imprenditore basco si è posto quindi un ulteriore obiettivo: dare vita a una nuova azienda dall’“anima familiare” con una struttura più snella e un piano preciso di crescita. Così nasce Igo Egur nel 2023: una “boutique” del legno gestita insieme ai figli, Mikel e Jon.
I numeri attuali dimostrano quanto questa iniziativa sia stata vincente: da 1 milione di euro di fatturato nel 2024, Igo Egur è salita a 2 milioni nel 2025 e prevede di chiudere il 2026 a quota 3,5 milioni.
Situata in un’ex fabbrica di torni industriali, Igo Egur ha un capannone di 6.000 m² e non supera i 20 addetti in produzione. Una scelta dettata da un’idea precisa: non sforare complessivamente i 50 dipendenti. “Superata questa soglia, la burocrazia soffoca l’anima artigianale”, afferma Gorroño.
Igo Egur si distingue nel mercato per la sua capacità di realizzare progetti ad alta complessità tecnica, che i sistemi di costruzione standard non sono in grado di affrontare. Tutto questo è possibile grazie alle opportunità tecnologiche offerte dalla sua nuova macchina:
un centro di lavoro cnc “area” di SCM.
Infatti, l’azienda basca ha puntato sulla tecnologia a 5 assi interpolati, superando il modello tradizionale di macro rigide, che consente la programmazione in codice ISO e facilita la realizzazione di geometrie complesse e curve nel legno strutturale.
L’azienda cercava una soluzione che permettesse di compiere un salto qualitativo verso lavorazioni sempre più complesse, trovando nell’interpolazione continua a 5 assi di “area” e nell’elevata programmabilità gli elementi chiave per “far ballare” la macchina, sfruttandone appieno tutte le potenzialità. “La possibilità di lavorare in modo dinamico su geometrie articolate, unita a robustezza strutturale e precisione su grandi dimensioni, ci ha aperto nuove prospettive applicative, dai pannelli CLT alle travi curve per la realizzazione di progetti con strutture multi-inclinate e iperboliche”, afferma Mikel Gorroño, direttore di produzione di Igo Egur.
Determinante nella scelta è stato anche l’approccio di SCM, capace di sviluppare una soluzione non standard e altamente personalizzata, accompagnata da un servizio tecnico rapido ed efficace. Un mix di flessibilità, ascolto e competenza che ha consolidato una partnership orientata all’innovazione e alla crescita futura.
“Questa macchina è un modello di flessibilità e precisione, superiore agli standard del settore, con una struttura progettata per tolleranze minime su pezzi di grande dimensione - prosegue Mikel Gorroño -. Questi vantaggi sono essenziali per realizzare assemblaggi di alta ingegneria”.
La strategia dell’azienda si basa sul “saper fare di tutto”, per garantire resilienza di fronte a possibili crisi economiche. Igo Egur realizza così strutture in legno uniche, facciate continue in legno, esegue restauri di casali tradizionali gestendo asimmetrie e pareti fuori squadro, e offre anche costruzioni modulari completamente finite (pareti in cartongesso, finestre ed impianti elettrici installati in fabbrica). Utilizza inoltre CLT alleggerito, con pannelli dotati di cavità interne per ridurre il consumo di legno, migliorare la flessione e facilitare il passaggio degli impianti elettrici.
In questo modo, Igo Egur rivendica la dignità di un artigianato evoluto a livello tecnologico. “La tecnologia a 5 assi non sostituisce l’uomo, ma potenzia l’opera dell’artigiano, permettendogli di realizzare geometrie che la sola mano non potrebbe raggiungere e mantenendo una precisione assoluta su pezzi di grande formato”, sostiene Peio Gorroño.
Igo Egur non aspira all’egemonia dei volumi, ma a quella della specializzazione. Il suo impegno in R&D sul CLT alleggerito è un ulteriore esempio di come l’industria debba evolversi utilizzando meno materiale e più ingegno.
Dalle pergole fotovoltaiche nelle Canarie alle facciate continue a Cambridge, la visione di Peio Gorroño e dei suoi figli è chiara: l’architettura del futuro dovrà continuare ad avere radici locali o non potrà essere sostenibile. Il futuro è nel bosco accanto, lavorato con la precisione di una sala operatoria.
La crisi del 2008 è stata l’epitaffio per gran parte del settore delle costruzioni in Spagna. Tuttavia, nel 2009, in piena paralisi economica, Peio Gorroño, come direttore e fondatore di Egoin, prese una decisione che oggi definisce “la salvezza”: investire 4 milioni di euro nella tecnologia CLT (Cross Laminated Timber). In quel momento, il CLT era un materiale sconosciuto in Spagna, Francia o Inghilterra; solo l’Italia e l’Europa centrale iniziavano a intravederne il potenziale. Mentre i suoi concorrenti chiudevano, l’agilità di una struttura snella, con poco personale indiretto, ha permesso all’azienda di guidare l’introduzione del CLT nella Penisola.
In un momento di espansione della costruzione in legno, risulta conveniente ascoltare le osservazioni tecniche di chi ha maturato una lunga esperienza nel settore. Peio Gorroño sottolinea l’importanza di prestare particolare attenzione agli edifici multipiano in legno, soprattutto alla corretta progettazione delle zone umide, come bagni e cucine. Una buona pianificazione di questi nodi costruttivi, insieme a un’esecuzione accurata e a una manutenzione adeguata, è fondamentale per garantire la durabilità e il buon comportamento delle strutture in CLT.
“Negli edifici multipiano in CLT, l’impermeabilizzazione di bagni, cucine e nodi critici deve essere realizzata con il massimo rigore. Non si tratta di un aspetto secondario, bensì di una questione essenziale di progettazione, esecuzione e manutenzione per assicurare la durabilità della struttura”, avverte.
Sebbene esista una reale tendenza verso edifici residenziali in altezza realizzati in CLT, con progetti attuali in Catalogna, Paesi Baschi e Inghilterra, in Igo Egur prevale una cautela basata sulla manutenzione a lungo termine. Come afferma Peio Gorroño: “La chiave del successo futuro risiede nell’industrializzazione e nella prefabbricazione totale all’interno della fabbrica per compensare la carenza di maestranze in cantiere”.
Durante il XX secolo, il paesaggio architettonico spagnolo è stato ostaggio del cemento. Dopo la Guerra Civile il legno è stato relegato all’oblio, portando con sé uno stigma di bassa qualità e di vulnerabilità al fuoco e all’umidità. Sembrava un materiale del passato, confinato al restauro di eremi rurali o a strutture minori, eppure oggi il legno sta vivendo una vera rinascita che non è solo estetica, ma profondamente tecnologica.
Questo cambio di paradigma non è frutto del caso, ma di visioni coraggiose, come quella di Peio Gorroño secondo cui “il legno ritorna non come una risorsa nostalgica, ma come il materiale d’avanguardia per il XXI secolo”.