Qual è il fil rouge che caratterizza la presenza di SCM sia nel suo territorio di origine che nei mercati internazionali in cui opera? Lo svela Pietro Gheller a Xylon, sottolineando il forte legame – non scontato – fra le radici del gruppo e la sua presenza mondiale. Uno stralcio dell’intervista di Luca Rossetti.
Entrato in SCM nel 2019 come direttore commerciale della Divisione Legno, Pietro Gheller ne diventa direttore nell’aprile 2024 assumendo la responsabilità delle funzioni industriali, delle tecnologie, del customer care e dello sviluppo commerciale. Una esperienza e un ruolo “a tutto tondo”, che gli permettono indubbiamente una visione a 360 gradi: proprio quello di cui avevamo bisogno per provare a fare il punto della situazione in una stagione indubbiamente complessa…
“È innegabile che di questi tempi regni l’incertezza, per quanto questo non ci impedisca di individuare alcuni trend”, esordisce Gheller. “L’Italia ha ripreso vigore e abbiamo archiviato un 2025 che definirei discreto, in crescita rispetto al 2024 e su valori che ci riportano più vicini ai record del 2023. Questo risultato è stato ottenuto grazie a una coerenza strategica che ci ha permesso di recuperare quote di mercato. Spazi che abbiamo fatto nostri anche in Europa, un mercato sostanzialmente stabile, dove abbiamo ottenuto risultati particolarmente importanti – oltre che in Italia – in Francia, Spagna e Polonia. Non è andata allo stesso modo nell’area Dach (Germania, Austria e Svizzera, ndr.) e soprattutto in Germania, dove la crisi dell’automotive ha trascinato e trascina con sé molte altre situazioni che penalizzano noi e tutti i nostri competitor.
Abbiamo ottenuto risultati ancora solidi in Nordamerica, nonostante l’incertezza innescata dal tema dei dazi, con un universo “real estate” che performa piuttosto bene, mentre abbiamo assistito ad un trend in calo in Sudamerica, soprattutto in Brasile. Tiene l’Oceania, mentre è l’economia asiatica a preoccupare, Cina in primis: l’edilizia cinese è in uno stato di forte sofferenza, con un surplus di immobili e migliaia di edifici incompiuti che non possono non pesare anche sul mondo del legno e dell’arredo, per quanto il governo cinese stia lavorando intensamente per riattivare il circolo virtuoso. Senza dimenticare una produzione locale sempre più aggressiva…”.
Un tema, questo, che preoccupa sempre più…
“… e non senza motivo: bisogna essere molto attenti verso la concorrenza cinese che è indubbiamente cresciuta e che incontriamo in modo importante in Asia e in Sudamerica. Stiamo comunque parlando di una offerta che ha ancora diversi gap da colmare, primo fra tutti il garantire una relazione continuativa con il dealer e il cliente, un plus che non è nel dna dell’industria cinese in generale. Per noi di SCM è invece un punto di forza poter vantare relazioni di qualità con clienti e dealer: un rapporto stabile con i nostri partner è un valore ineguagliato e probabilmente ineguagliabile.
Questo carattere distintivo è un esempio della nostra capacità di “pensare globale” e di saper adattare scelte, strategie e priorità alle esigenze dei diversi mercati. Vede, giusto per accennare al tema del “focus” in cui verrà pubblicata questa intervista, SCM è una realtà che per storia, scelta e vocazione è fortemente radicata nel territorio in cui è nata e all’Italia in generale, ma ha imparato molto presto a pensare ai vari mercati personalizzando le sue azioni in ogni area geografica in cui è presente. Siamo in grado di sviluppare modelli “go to market” molto diversi: in alcuni Paesi siamo in relazione diretta con i nostri clienti finali, in altri siamo completamente connessi con il lavoro dei nostri dealer”.
Dottor Gheller, in un mondo che cambia le “cose che contano” sono sempre le stesse?
“Assolutamente. Il valore della relazione con il cliente, ad esempio: un impegno che va oltre il momento della vendita; una strategia, una vicinanza nel tempo che negli ultimi anni ci ha visto investire molto in persone e strumenti. Il termine “servitizzazione”, non tra i più semplici, riassume in realtà aspetti per noi fondanti, come la lealtà del rapporto con il cliente che stiamo amplificando grazie a strumenti digitali che, in un’ottica di servizio, ci permettono di essere sempre al fianco di chi ci ha scelto: uno scambio di informazioni continuo per essere non solo reattivi ma sempre più proattivi, arrivando a intervenire prima che il problema possa verificarsi.
Per poterlo fare abbiamo notevolmente accresciuto il livello di “sensorizzazione” delle nostre macchine e dei nostri impianti, creando un vero e proprio ecosistema grazie al quale raccogliere sempre più informazioni per poterle restituire in servizi ad alto valore aggiunto. Stiamo parlando di una mole di dati enorme, che ci arriva dalle oltre 4mila macchine connesse con la nostra “Control Room”, informazioni che raccogliamo, gestiamo, analizziamo grazie anche a quella intelligenza artificiale di cui tanto si parla e che permea da tempo i contenuti del nostro lavoro”.
L’intervista completa su Xylon.it: “Relazioni di valore con il cliente”: l’obiettivo più importante per SCM - Xylon.it quotidiano online